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Sostenibilità 4.0: ecco 5 esempi

Per un’azienda manifatturiera, essere sostenibile è ormai diventata non solo una necessità, ma anche una opportunità e un dovere. Una necessità perchè gli enti locali, nazionali e internazionali impongono regolamentazioni sempre più stringenti in termini di impatto ambientale.

Ad esempio, nel piano NextGeneration EU verrà riservato il 30% dei fondi europei per la lotta ai cambiamenti climatici, la più alta percentuale di sempre per il bilancio dell’UE. Una opportunità, perchè consumare meno e più efficientemente significa ridurre i costi produttivi, smaltire meno rifiuti e impegnare meno risorse. Un dovere, perchè il cambiamento climatico è ormai un fatto scientificamente provato ed è dovere di tutti fare la nostra parte.

In questo post, andremo a vedere 5 modi in cui le nuove tecnologie digitali possono apportare un contributo sostanziale nel ridurre l’impatto ambientale all’interno dei nostri impianti produttivi.

 

#1: Cloud e Home Office

 

L’Home Office è senza dubbio la modalità di lavoro più nota e che ha aiutato molte aziende a ridurre non solo l’impatto ambientale, ma anche i costi aziendali e in alcuni casi documentati migliorare la produttività. Lavorare da remoto significa infatti:

  • non utilizzare gli uffici, il che comporta una riduzione dei consumi legati al riscaldamento, al condizionamento e all’illuminazione degli ambienti lavorativi
  • non spostarsi, il che implica non utilizzare mezzi di trasporto, quindi ridurre le emissioni di CO2 dei mezzi di trasporto più comuni (auto, autobus, aerei) e un consumo elettrico inferiore (trasporto ferroviario, metro)
  • ridurre i viaggi aerei, uno dei mezzi di trasporto a maggiore impatto ambientale a causa dell’emissione di gas serra negli strati più alti dell’atmosfera

 

#2 Cloud e soluzioni IaaS

 

Oltre a permetterci di lavorare da remoto, il Cloud ci permette di utilizzare quelle che in gergo vengono chiamate soluzioni Infrastructure as a Service (IaaS), ovvero l’utilizzo di infrastrutture informatiche comuni e quindi ottimizzate. In questo senso l’esempio più comune è l’utilizzo di servizi di Cloud Server come Amazon Web Service (AWS), mediante il quale è possibile affittare un server situato in un cosiddetto Server Farm.

Il vantaggio dal punto di vista ambientale è evidente: i server aziendali sono responsabili del consumo di una elevata quantità di energia per il condizionamento. I server farm permettono invece di ottimizzare questo consumo raggruppando i server e quindi utilizzando un solo sistema per il condizionamento.

Inoltre, i Server Farm possono essere costruiti in aree del mondo naturalmente fredde (ad esempio Islanda), dove il consumo energetico per il condizionamento non è più necessario. Ovviamente, in questo senso la disponibilità di aree cablate con una rete internet veloce e soprattutto affidabile diventa un requisito fondamentale per il suo utilizzo.

 

#3: IoT ed efficienza energetica

 

L’internet delle cose (IoT) si sta affermando sempre di più come una tecnologia in grado di ridurre l’impatto ambientale degli edifici, e quindi degli uffici e delle fabbriche, oltre che delle infrastrutture urbane con la nascita delle cosiddette Smart City. L’IoT consiste sostanzialmente in una rete di sensori interconnessi in grado di monitorare e quindi controllare i parametri di controllo. Alcuni esempi sono:

  • sistemi di illuminazione intelligenti: attraverso sensori di presenza, sono in grado di identificare la presenza o meno di persone e quindi accendersi e spegnersi di conseguenza, ottimizzando il loro consumo energetico
  • Allo stesso modo i sensori di temperatura consentono di ottimizzare il consumo energetico dovuto al riscaldamento e al condizionamento all’interno degli edifici. In combinazione ad algoritmi opportuni, i sistemi IoT sono quindi in grado di attivare in maniera automatica le opportune contromisure per ridurre il consumo o la dispersione di energia (es. chiusura automatica delle tapparelle)

 

#4: Manifattura Additiva

 

Le soluzioni di manifattura tradizionale sottrattiva consistono sostanzialmente nel rimuovere il materiale in eccesso dal materiale grezzo. Molte volte, il materiale rimosso risulta maggiore del materiale lasciato. Il materiale in eccesso quindi deve essere smaltito, il che implica il prelievo e il trasporto nei siti di smaltimento opportuni.

Con la manifattura additiva, al contrario, viene utilizzato solamente il materiale necessario, mentre quello in eccesso viene riutilizzato nella stampa successiva. Sostanzialmente non esiste spreco. Inoltre, il processo non richiede alcun attrezzaggio (e quindi materiale ed energia) al contrario delle altre tecnologie produttive.

Un ulteriore vantaggio consiste nel fatto che, a seconda della disponibilità o meno del processo, i file di stampa possono essere condivisi e quindi il particolare viene prodotto esattamente dove serve, eliminando in maniera sostanziale tutta la filiera intermedia, trasporto compreso.

 

#5: Soluzioni Paperless

 

Per soluzioni paperless s’intendono l’utilizzo di supporti smart di uso comune per la creazione e la visualizzazione di istruzioni di lavoro, eliminando quindi la necessità di carta e di stampa. Le soluzioni di questo tipo richiedono sostanzialmente 2 supporti:

  • Un dispositivo smart, che può essere, oltre al PC, uno smartphone, un tablet, uno smartwatch o smart glasses, a seconda dell’interfaccia uomo-macchina che si vuole sfruttare e dal budget a disposizione
  • Un software, per lo più nel Cloud, in grado di gestire la creazione e la diffusione di tali istruzioni di lavoro all’interno di uno o più stabilimenti, tra i clienti e tra i fornitori.

Ulteriori vantaggi di questo tipo di soluzioni al posto di soluzioni cartacee sono:

  • Utilizzo di supporti digitali, quali video e link ad altra documentazione o immagini, che migliora e ottimizza la fruibilità delle informazioni necessarie
  • Tracciabilità delle modifiche e del flusso di ufficializzazione
  • Migliore comunicazione tra creatore delle istruzioni e dell’utilizzatore. Infatti, molte di queste soluzioni danno la possibilità attraverso opportuni campi di fornire feedback e suggerimenti per migliorare le informazioni fornite.

 

#6: Sistemi RTLS

 

Abbiamo detto 5, ma in realtà ve ne diciamo 6! Vale la pena infatti menzionare i sistemi RTLS (Real Time Locating Systems), ovvero sistemi in grado di tracciare in tempo reale la posizione degli asset aziendali, siano essere persone, muletti, materiali, attrezzi ecc. Il monitoraggio in tempo reale infatti permette di generare automaticamente delle Spaghetti Chart in grado quindi di fornire tutte le informazioni necessarie circa gli spostamenti dei vari asset, fornendo quindi l’imput necessario per ottimizzare il flusso, quindi possibilmente il layout di fabbrica, riducendo gli spostamenti, quindi il consumo energetico richiesto.

 

Da dove iniziare per rendere il tuo luogo di lavoro sostenibile?

 

In questo post abbiamo descritto 5 (anzi 6!) modi in cui le nuove tecnologie legate all’industria 4.0 sono in grado di abbattere i costi energetici e quindi l’impatto ambientale dei siti produttivi, ma ce ne sarebbero molte e molte altre. La sostenibilità infatti è già un requisito fondamentale per le imprese, ma lo sarà sicuramente sempre di più nel prossimo futuro.

In questo senso, Accialini Training & Consulting è in grado di fornirti un supporto adeguato nelle diverse fasi di implementazione di tecnologie intelligenti per la riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi, ma non solo:

  • Definizione di una strategia tecnologia per la riduzione dell’impatto ambientale
  • Identificazione delle tecnologie
  • Pianificazione e implementazione delle soluzioni identificate

Per maggiori informazioni, contattaci per discutere insieme nel dettaglio i tuoi bisogni.

Inoltre, non dimenticarti di iscriverti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sui nostri servizi.

A presto

Nicola Accialini

Hi there! I am Nicola, founder and admin of SkillS4i. Aerospace Engineer, technology enthusiast and industrial expert. I live in Spain and I like travelling, cycling, hiking and reading.

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